last moon
domenica 24 luglio 2022
Omicidio a Cagliari - 4
domenica 18 luglio 2021
Omicidio a Cagliari - 14
Alla riunione del venerdì il commissario De Candia, come sempre, lasciò
in fondo alla lista degli omicidi ancora in fase di indagine, il fascicolo dell’assassinio di via
Giudicessa Adelasia. Informò i suoi collaboratori sulla svolta che avevano
preso le indagini in seguito al ritrovamento presso la casa di Andrea Picciau
di parte del materiale asportato dalla cassaforte della vittima, compreso il
testamento che lo escludeva dall’eredità della zia.
«Ci
manca però la ciliegina sulla torta: assicurare l’assassino alla giustizia!»
disse il sovrintendente Farci.
«Stamattina
mi hanno restituito da Carbonia il verbale di acquisizione delle prove firmato
da Maria Grazia Picciau. Lunedì andrò a parlare con il procuratore capo:
stavolta non potrà negarci il mandato di cattura e vedrai che con quello, lo prenderemo, ovunque egli sia!»
«A
proposito!» esclamò l’ispettore Zuddas «E’
arrivata un’informativa riservata da Olbia:
a un ricettatore è stato proposto, da uno sconosciuto che corrisponde alla
descrizione che noi abbiamo di Andrea Picciau, l’acquisto dei gioielli della lista che io ho
mandato in giro nelle città più importanti dell’isola; il ricettatore ha
riconosciuto i gioielli e ha guadagnato del tempo senza insospettire
l’offerente; e ha provveduto ad
informare la polizia!»
«Quindi
il nostro uomo si trova ad Olbia?»
chiese il sovrintendente rivolto al commissario.
«Ah,
dimenticavo di dirvi che il nostro uomo
si è presentato dal ricettatore con una donna, sostenendo che i gioielli fossero
i suoi…»
intervenne l’ispettore Zuddas.
«Per
me quello sta cercando di procurarsi i soldi per spiccare il volo con quella
sua complice! Che ne pensa lei commissario?»
ribatte il sovrintendente Farci.
«Quelli
come lui, nella scala dei bisogni, hanno al primo posto la droga!»
sostenne l’ispettore con foga!
«A
proposito!» intervenne il commissario rivolto al
sovrintendente Farci, frugando nel fascicolo. «Ti
ricordi quell’involucro che ti ho affidato per il Servizio di Polizia Scientifica? E’ arrivato
il referto delle analisi!»
Il
sovrintendente prese il foglio che il commissario gli porgeva.
«Fluoracetato
di sodio? Ma è uno scherzo?» esclamò il
sovrintendente porgendo il foglio all’ispettore Zuddas che glielo sollecitava.
«Quelli
della Scientifica non scherzano mai!»
disse il commissario con un sorriso.
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venerdì 9 luglio 2021
Omicidio a Cagliari - 6
Quando arrivò alla casa di via Giudicessa Adelasia
lei era già lì che aspettava. Aveva ripreso le sue eleganti sembianze
professionali, col suo mezzo tacco nero, il suo tailleur di taglio sartoriale color amaranto, il suo preferito. Il trucco sapiente dava ancor più luce ai suoi
occhi e alla sua pelle.
Si salutarono affettuosamente, come due vecchi
amici. Il commissario armeggiò pronto con le chiavi che gli avevano dato in
procura (sequestrate all’assistito dell’avvocato Levi, il presunto assassino
con il coltello in mano). Quando furono dentro casa l’avvocato provò le luci:
la corrente c’era ancora, anche se non serviva. L’appartamento era luminoso e
il sole illuminava ancora quella bella
giornata di maggio. Il commissario sollevò le tapparelle del salottino della
casa della vittima di quel brutale
assassinio, ancora avvolto nel mistero, ancora senza un colpevole vero; un volo
di fenicotteri, come una squadra di aerei, sfilava verso la zona degli stagni.
L’avvocato aprì la borsetta e consegnò la chiave al
commissario, che nel frattempo aveva staccato dalla parete il quadro che
copriva la cassaforte a muro.
Luisa gli stava di fianco e si sollevò sulla punta
dei piedi per vedere meglio l’interno della piccola cassaforte. Ma non c’era
niente. Il commissario passò la mano destra su entrambi i ripiani, per esserne
ancora più certo. La cassaforte era davvero vuota.
I due si guardarono. La più incredula sembrava però proprio Luisa.
sabato 3 luglio 2021
Omicidio a Cagliari - 2
Il lunedì successivo
era festa nazionale, ma sui giornali la vicenda dell’assassinio con il coltello
in mano aveva continuato a spiccare tra i titoli in evidenza. Continuava a
suscitare clamore e interesse una vicenda che aveva visto soccombere una
signora anziana per mano di un suo giovane nipote. Tra i lettori dell’Opinione,
soprattutto, si contavano numerose le persone anziane assistite da parenti più
giovani oppure da personale esterno. A tenere viva la notizia era stata
l’emittente Selen TV, che faceva da traino alla versione cartacea del quotidiano,
con numerosi e frequenti dibattiti televisivi, ai quali venivano invitati
cittadini comuni ed esperti di varia provenienza.
Anche il secondo lunedì del mese il fattaccio del
coltello insanguinato teneva banco. Il commissario De Candia trovò il bar di
Tonio ancora in grande subbuglio.
«Ha
visto dottore le ultime sul caso dell’assassino con il coltello in mano?» gli
disse Tonio accennando al giornale che aveva appena aperto, mentre aspettava che
lui gli portasse la colazione, calda e fumante.
Il commissario andò a leggere le pagine interne
della cronaca e a momenti gli andava di traverso il boccone di croissant che
aveva appena addentato.
Una foto dell’avvocato Levi capeggiava a centro
pagina.
La notizia eclatante era che l’assassino con il
coltello in mano era stato scarcerato dal Tribunale della Libertà del
capoluogo, su ricorso dell’avv. Luisa Levi.
La donna era una
vecchia conoscenza del commissario, vedovo da tempo, che l’aveva incrociata
all’inizio per motivi professionali, in occasione di altre indagini per casi di
omicidio.
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sabato 27 febbraio 2021
San Paolo nell'Olimpo dei Poeti
Nella classifica che Amazon aggiorna ogni giorno, da un paio di giorni si trova San Paolo, con le sue Lettere, che io ho trasposto in rima e in versi, nella cornice del mio Poema della Creazione (praticamente una Bibbia in rima e in versi).
E' per me un grande onore occupare il quindicesimo posto in classifica dei libri di poesia più letti. Prima di lui ci sono soltanto gli dei irraggiungibili: Dante, Omero, Baudelaire, Virgilio, Rilker, Leopardi e pochi altri.
Grande San Paolo!
lunedì 30 novembre 2020
Dedicato a Sant'Andrea
CANTO SECONDO
(Ove
l’Apostolo ANDREA narra le sue peripezie in Acaia)
Fonte di ispirazione: i documenti
del Martirio di Sant’Andrea (ccdd Vangeli apocrifi);
Periodo di riferimento: dal 29 d.C. circa al 67 d.C. circa;
Per gli avvenimenti storici e culturali del periodo v. il Canto
precedente;
Quartine a rime alternate
E incrociate con versi anisosillabici
Settenari e ottonari
Prologo
Fra i
compagni di Gesù
Io son
Andrea, più d’anni
Carico
che di virtù
Ma fu
a me e a Giovanni
Che il
Grande Precursore
Sulle
rive del Giordano
D’eloquio
e con la mano
Indicò
Rabbì Signore
Io
glielo dissi a Pietro
Che
allora fu secondo
A
seguire il RE del Mondo
Di
poi, io gli fui dietro.
Di ciò
non mi lamento;
Anzi, fu una scelta mia,
Dovuta
a ritrosìa
D’operaio
macilento!
A me
in fondo importava
Soltanto
che il Signore
Leggesse
nel mio cuore
Tutto
il resto non contava
E
questo io dimostrerò
Svelando
ciò che celato
Per
lungo tempo è stato
Come
di seguito dirò.
Avvisarvi
però devo
Per
rispetto ai Sacri Testi
Che
qui son solo resti
Di
quel glorioso Evo
Che i
quattro evangelisti
Han
raccolto con bravura
E con
divina cura
Da me
e da chi li ha visti
Svolgersi
in lor presenza
E son
Testi rivelati.
Questi
qui presentati
Di
quel crisma sono senza.
Peripezie di Andrea dopo la morte di Gesù
1. Dopo
di
Cristo, com’è noto,
fu
fatta la divisione
del
mondo ove ancora ignoto
2. era il
Verbo di Gesù.
Dopo
qualche giro in Asia
A me
toccò l’Acaia
Cioè
quella regione giù
3. della
Grecia, ad essa unita
per
l’istmo di Corinto
ed io
fui là sospinto
per
renderla erudita
1.
del Messaggio Cristiano
quando
il proconsole Egea
le
veci a Vespasiano
ed al
Romano Imper facea.
2.
Ond’io a Patrasso gli chiesi
quale fosse la ragione
della
sua persecuzione
per
udirne poi le tesi.
3. Dissi:
- “Tu giudice in terra
Al Giudice del Ciel onor
Rendi con tutto il cuor
Non più l’odio che rinserra”.
1.
Così contestommi Egea:
“-Di superstizion foriero
e di falsi dèi, tu sei Andrea
nemico dell’Impero”
2.
Ed io tosto gli ribattei:
“-Il Figlio di Dio Gesù
fra gli uomini
quaggiù
scese a dirci quali dèi
3.idoli di
fallacia
son dell’uomo ingannatori.
Di dirlo agli imperatori,
Per lor salvezza,
ti piaccia.
1.
E che
di ardente carità
e volontar supplizio,
ancorchè per il giudizio,
di vilipesa deità
2.
patì
l’Autore sul legno
di Croce”. Egli riprese:
”-Queste sono pretese
d’uno discente indegno.
3.
Consta
ch’Ei fu tradito
E dagli stessi Ebrei,
Sia patrizi e
sia plebei,
Sulla Croce fu trafitto”.
1. Ma io
risposi: “-Sofferto
Egli ha,
volontariamente.
Io c’ero, perciò son certo!
E ciò che dico ho in mente
2. perché da Lui ho udito
predire
e
e di colui che tradito
3. l’avrebbe per la salvezza
degli uomini e del mondo;
e di come iracondo
rispose con asprezza
1. a mio fratello Pietro
che Gli chiese clemenza
per quel Suo
destino tetro.
Questo è quanto Eccellenza”.
2. “-E’ per me poco sagace”
riprese
quegli fisso
“che un probo sia seguace
d’un morto crocefisso”.
3. - “Il mistero della Croce
io vorrei spiegarti Egea
se tu di udire hai idea
col cuore la mia voce”.
1. - “T’ascolto,
ma sia inteso
che a tua volta tu m’udrai
sennò sarai lì appeso
se ai miei dèi non renderai
2.
incenso
e devozione.”
-“Non il fumo dell’incenso
ma la mia fede e il senso
della vita
ed ogni azione
3. io offro in sacrificio
al Dio Onnipotente;
e immortale, vivente
resta dopo il supplizio
1.
ogni
giorno sull’altare
della Croce quell’Agnello
senza macchie e senza tare!
E’ Gesù Padre e fratello!
2. Mangiata
E bevuto il Suo sangue
Egli, non
sol non langue,
ma è pronto per ridarne”.
3. -“Tu millanti certamente,
ebreo ed impostore!
Svela ciò che hai nel cuore,
e senza celarmi niente!”
1. “Né paura né minacce
ponno svelar il mistero
ma sol seguir le tracce
sul cammin del Verbo vero!
2. Se credi con tutt’il cuore
tu comprenderlo potrai,
altrimenti
mai giungerai
al Vero Unico Amore”.
3. -“Or son bastanti chiàcchiere
che odo mentre i sacelli
disertan tutti quelli
che ingannati a schiere
1.
seguon
le tue vanità!
E’ ora di ritornare,
se vuoi qui trovar pietà,
alle nostre antiche are!
2.
Diversamente
al legno
Di cui canti le lodi
Con affilati chiodi
Finirai per sostegno.”
3.
-“Odi,
figlio della morte,
paglia di fiamma eterna:
se alla Luce superna
di Cristo ho buona sorte,
1.
odi
ben, che io bramo,
e non rifuggo,
Con essa io Cristo amo
Che del riscatto è foce.
2.
Croce
che eri terrore,
divenuta sei desìo,
dopo che il Figlio di Dio
vi è morto per amore!
3.
Rendimi
al mio Signore,
consacrata di Cristo
prendimi che son tristo,
mia Bellezza, mio Splendore!”
Così
cantavo ispirato
Col
cuore saldo e invitto
Allor che Egea irato
Sentenziò
per me il delitto
1. condannandomi
a morire
del
supplizio di Gesù.
- “E voi non protestate più”-
Dissi
al popolo all’udire
2. tumulto e
sedizione
e le
minacce che facea
all’indirizzo
di Egea
per la
mia liberazione.
1. Se c’è
pena da temere
È
quella che non ha fine
Le
terrene son leggere
Per
quante abbiano spine
2. Quanto
ai dolori eterni
Son
urla ininterrotte
Lutti
e supplizi a frotte
Nei
bui, gelidi inferni
3. Alle
gioie sempiterne
soltanto
si perviene
per le
passeggere pene
e si
va alle vie superne!
1. Se
siete costanti, gioia
avrete
per l’eternità,
là,
dove Cristo è Gloria,
Nel
Regno della Trinità!
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