last moon

Saturday, May 1, 2021

La Terza via - 6

 


Un giorno, mentre ci preparavamo  una pizza per la nostra pausa pranzo, Donato   mi disse che stava raccogliendo dei soldi per fare un regalo a Giampiero, di cui a breve sarebbe ricorso il genetliaco. Risposi che avrei partecipato ben volentieri e soltanto doveva dirmi che cifra dovessi versare per partecipare al regalo. Prima di rispondermi mi disse che la sua idea era di regalargli un pezzo di hashish,  per il quale Giampiero andava matto. Io non feci commenti anche se ricordo che pensai “Contento lui!”  Dissi che per me non c’erano problemi. Lui si limitò ad aggiungere che il fumo lo avrebbe comprato da Natale, grande fumatore ed esperto e che Giampiero mi aveva  invitato alla festa di compleanno che avrebbe dato sabato sera a casa sua. Venerdì sera, prima di smontare dal lavoro,  gli chiesi quanto gli dovessi dare. Donato mi rispose che Natale non aveva voluto soldi per un tocco di hashish che aveva voluto procurare gratuitamente,  come sua personale partecipazione al regalo di Giampiero. Mi scrisse l’indirizzo di Giampiero in un foglietto, raccomandandomi di non mancare.

All’indomani, ruppi  tutti i miei dubbi e le mie incertezze e decisi di recarmi alla festa di Giampiero. Mentre ero in viaggio in metropolitana cercai di vincere e dominare le mie apprensioni,  dicendo a me stesso che non era obbligatorio per me fumare quella sostanza misteriosa e sconosciuta; e poi non era neppure detto che me ne sarebbe stata data l’occasione. Quante storie! Avrei potuto sempre rifiutarmi di fumare. Io all’epoca fumavo ancora le sigarette (rigorosamente quelle di stato). Mi bastavano e avanzavano. Così rimuginando arrivai alla casa di Willesden Green, dove abitava Giampiero. Mi aprì una ragazza che mi fece entrare  senza farmi domande. Io dissi soltanto che ero invitato alla festa di compleanno di Giampiero.

https://www.hoepli.it/libro/la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade/9788833812366.html

Saturday, April 24, 2021

La Terza via - 5

 



A Londra era tutto un proliferare di sette new wave di ispirazione per lo più orientale: buddhiste, indiane, cinesi, persiane; e i giovani si perdevano appresso a questi venditori di illusioni e di sogni, mascherati da spiritualità antiche e profonde. E non ho mai capito se fossero i giovani più smaliziati o quelli più fragili confondere la ricerca dello spirito con le sostanze che alteravano la percezione della realtà ordinaria; probabilmente la questione era correlata alle letture più in voga in quel momento: Aldous Huxley, Allen Ginsberg e i poeti della Beat Generation, Baudelaire, Herman Hesse e chissà quanti altri ancora. Tra questi c’era sicuramente anche il sudamericano Carlos Castaneda, trapiantato negli USA per studiare Antropologia e finito poi  in Messico ad applicare sul campo i suoi studi sul popolo degli Huicholes, uno dei tanti ceppi originari del territorio attorno all’altipiano della Sonora che assumevano il peyote, il fungo contenente la mescalina, che a quanto pare li metteva in contatto con un mondo fantastico. Eppure l’antropologo peruviano (lì mi pare fosse  nato Castaneda) spiegava bene di non amare queste droghe. Ma non c’è niente da fare: ognuno sceglie ciò che più gli aggrada in ogni lettura, soprattutto se condotta senza un’adeguata guida.

Così, leggendo quella trilogia che mi era capitata tra le mani (ma la serie completa, come scoprii più avanti negli anni, conta molti più volumi), sognavo di diventare l’allievo di uno sciamano yaqui (nei libri non viene mai menzionata l’esatta etnìa dello sciamano che funge da maestro per lo scrittore, forse per evitare il turismo superficiale di viaggiatori interessati soltanto allo sballo facile, laddove la ricerca dell’autore, sembrava invece avere tutti i crismi di una vera e propria ricerca antropologica e di uno studio sul campo), di ingerire il peyote e di fumare; di padroneggiare la bilocazione riuscendo  a librarmi in volo, come un autentico volatile; e tutte le altre fantasticherie che andavo leggendo; e che sembravano credibili e vere; e magari lo erano veramente, chissà! Quando si è giovane è più facile credere e sognare l’inverosimile; e perfino l’impossibile.

https://www.hoepli.it/libro/la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade/9788833812366.html

 

Sunday, April 18, 2021

La Terza via - 4

 



In viaggio per Londra, in quel luglio  del 1977,  mi accompagnavo casualmente a una mia ex compagna  della ragioneria,  che mi piaceva sin dai tempi della scuola, anche se non le avevo  mai dichiarato i miei sentimenti, sempre frenato dalla mia timidezza e dalle mie interiori paure. La ragazza era comunque fidanzata e presto l’avrebbe raggiunta a Londra  il suo ragazzo per riportarsela a Cagliari e convolare così  insieme a giuste nozze.

Ad essere sincero ero partito con l’idea di trovarmi un lavoro per l’estate,  di farmi qualche soldo e poi di ritornarmene a casa e di concludere gli studi universitari; in fondo mi mancavano soltanto cinque o sei esami per arrivare alla laurea.

Londra mi piacque subito. Mi piacquero le grandi vie e i grandi parchi dell’West End e mi piacquero i vicoli più intimi e contenuti di Soho; complessivamente sentii che in quella città ci stavo bene; diciamo che il suo fascino misterioso, che sembrava aleggiare, soprattutto la sera,  sui caseggiati di pietra e in quegli edifici che trasudavano storie, mi avvinse in una spirale di emozionanti  sensazioni, come se avessi già vissuto, in un remoto passato, tra quelle mura e in quei luoghi. Niente di definito o di certo, sia chiaro, ma soltanto delle sensazioni; nulla di più. Forse avvertivo, in quel momento di estrema solitudine, che Londra era una città sola e solitaria, come me; e le nostre solitudini si fusero e io trovai lì rifugio e consolazione, in quella metropoli che ancora costituiva, come era stato per secoli, rifugio per anime inquiete e pellegrine, ma anche per perseguitati in cerca di protezione e libertà.

https://www.hoepli.it/libro/la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade/9788833812366.html

Thursday, April 15, 2021

Old and new dictatorships




How many dictators will we still have to see, haranguing from the balconies of power, the dull masses of the Naziolists, before a true universal government forever prevents them from exercising a power that offends the soul of the world?
 How many Hitlers, how many Mussolins, how many Erdogan, will we still have to endure, without being able to prevent them from imprisoning dissenting politicians and the lawyers who defend them? 
 The latest, in order of time, seems to be the elected president of Turkey Recep Tayyip Erdogan, one who has imprisoned dozens of lawyers, guilty in his eyes of having defended dissenting politicians in court. The bully of Instambul now took it out on Mario Draghi, who had the courage (and perhaps also the unconsciousness, being a non-political in a strictly sense) to remove from him the mask of democratic fiction behind which he disguised himself since long time and that other politicians pretend not to see, in the name of diplomacy, business and politics.
 The diatribe between Mario Draghi and the Turkish president starts from the recent "sofagate", the diplomatic incident involving the Turkish ceremonial, which saw Ursula Von der Layen, president of the EU Commission, deprived of the diplomatic chair that was due to her (perhaps more as a woman than as chief of the executive of the European Union) and on which the president of the European Council
Charles Michel, has instead slammed! 
 But that's just the finger! The moon, or rather the real question that lies behind this apparently trivial motivation, is the exit from the Istanbul Convention, already signed by Turkey in 2011, from which Erdogan wanted to call himself out, worried that international norms they could force him to respect those human rights that he refuses to acknowledge even to men; and even less to  women, mercilessly imprisoned, even if they perform defense functions in court as lawyers! 
 And here it  comes to the focal point of this post. 
The only way to stop these dictators of whom we've really had enough,  would be to set up a world government that abolishes by law all naziolisms, discrimination and the thirst for power that are the common denominators of every and each  dictator, since  the existing world! 
 I know it won't be easy! 
But must we wait for an alien's invasion in order to unite in an international coalition that recognizes the right to exist for all peoples? Or should we wait for the ongoing third world war to finish destroying the earth?
You may also say I'm a dreamer, again; but dreams and words are the only arms I have to make my thought spread!

Saturday, April 10, 2021

La Terza via dei bohemiens



A me queste figure di bohemiens piacevano da morire. Non mi riferisco  soltanto alle donne. Michelle, certo, mi piaceva; ma era la donna di un amico; e per me era sacra e intoccabile. Mi riferisco in generale a quei giovani che allora riuscivano a vivere di espedienti, magari suonando la chitarra nelle metropolitane, oppure dipingendo, come Michelle, o vendendo prodotti artigianali di propria fattura. Mi affascinava quel mondo, avvolto nel mistero, dove si praticava il sesso libero e ci si perdeva nel fumo e nei sogni della droga, senza pensare ad altro che al presente; senza rogne e senza impegni; senza orari di lavoro o di studio. Se i ricchi potevano farlo grazie ai loro soldi, io, che ricco non lo ero e non aspiravo neppure a diventarlo, avrei potuto esserlo, o meglio immaginavo di diventare libero,  grazie all’arte, all’ingegno, a una qualche forma di creatività che purtroppo non avevo.

Ma in fondo, sognare non costava niente. E io sognavo di essere ciò che non ero. Magari, mi dicevo, potevo migliorare nella chitarra. Ma avrei avuto il coraggio di mettermi a suonare nei corridoi della metropolitana? 

https://www.hoepli.it/libro/la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade/9788833812366.html 

Tuesday, March 30, 2021

A Londra nei mitici anni settanta

 


Se mi avessero chiesto perché mi trovassi a Londra, in quell’estate del 1977, io non avrei saputo cosa rispondere.

A quel tempo già non credevo più nella rivoluzione del cambiamento, quella che avrebbe dovuto migliorare  l’Italia, prigioniera del potere democristiano, dell’imperialismo americano e dei servizi segreti deviati, trasformandola in un Paese normale.

Invece ci toccava soltanto  subire, rassegnati e  impotenti.

Pagavamo ancora il pegno per la sconfitta della seconda guerra mondiale e io avevo lasciato l’Italia, frastornato dalle bombe di Stato, dalle chiacchiere sui compagni che sbagliavano, dagli attentati sanguinari di gruppi terroristici dalle sigle equivoche e fantasiose; e sospinto dalla mia inguaribile solitudine.

Non che io avessi mai creduto nella rivoluzione; cioè, ci avevo creduto, poco più che sedicenne, ma così come credevo nella pace, nella fratellanza dei popoli e in quelle menate in cui si crede ancora prima dei vent’anni.

Invece, in quegli anni, in Italia,  c’era in giro gente che metteva bombe per davvero; e che sparava; nella migliore delle ipotesi alle gambe, ma sparava sul serio.

E io, coi miei miti, l’indiano  Gandhi, il nero Martin Luther King e Gesù Cristo, il figlio del falegname Giuseppe e di Maria,  dove potevo andare a parare?

È pur vero che mi piacevano anche il Che, Fidel Castro e Mao Tse Tung, ma soltanto a un  livello, per così dire, iconico; e m’infiammavo a leggere il Manifesto del partito comunista, quello scritto a quattro mani nel 1848 da Engels e da Marx; ma la mia fede rivoluzionaria finiva lì e mi sentivo come un pugile che voglia salire sul ring con la faccia d’un altro, per incassare meglio i colpi dell’avversario; o come un pollo spennato che voglia sentirsi un pavone con le penne altrui, o, se preferite, come uno che voglia fare il culattone con il deretano  degli altri.

Mio padre odiava gli americani; e quella era l’unica cosa che ci univa politicamente; per il resto lui sognava l’uomo forte che mettesse le cose a posto, una volta per tutte.

Il mio vecchio avrebbe voluto che io diventassi un bravo contabile, ma alla scuola per ragionieri avevo amato tutte le discipline, fuorché le due materie di indirizzo: la ragioneria e la computisteria.

Qualcosa di meglio l’avevo combinata all’università, se è vero come è vero che dopo tre anni avevo sostenuto tutti gli esami, assolvendo perfino all’obbligo della leva: tredici mesi di servizio militare, con sei mesi di scuola di fanteria inclusi.

Ma infine qualcosa mi aveva spinto sino a Londra. Ed ero là, come un cane bastonato, un sasso di fiume o una piuma nel vento.

Io credo che ogni generazione subisca le influenze del suo tempo e dell’ambiente in cui cresce e matura le sue esperienze. Queste influenze, a metà con i caratteri biologici iscritti nel nostro codice genetico, determinano gli eventi della nostra vita; o ciò che noi chiamiamo destino.

https://www.hoepli.it/libro/la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade/9788833812366.html

Friday, March 12, 2021

I mitici anni settanta

 


Forse anche tu, come me, hai vissuto gli anni settanta, con le sue contraddizioni: da un lato le grandi riforme che hanno cambiato l’Italia (lo Statuto dei lavoratori, il diritto di famiglia, i decreti delegati della scuola, la riforma sanitaria); dall’altro la terribile stagione del terrorismo e delle stragi (iniziata in realtà a Piazza Fontana nel 1969 e culminata con il barbaro assassinio di Aldo Moro).

Ho pensato di mettere in forma di romanzo quelle vicende che io ho vissuto, in parte, in giro per il mondo, tra Londra e il Sudamerica.

È così che nasce il mio nuovo romanzo “La Terza Via” pubblicato dalle Edizioni Efesto.

Il mio romanzo costerà €13,50 e si può acquistare in ogni libreria (arriva in tre giorni) oppure nelle migliori piattaforme (Feltrinelli, Mondadori, Amazon, Ibs e tutte le altre).

Il libro è acquistabile anche con la carta docenti.

Veniamo al contenuto del libro. Come ti dicevo si tratta di una storia  ambientata negli anni settanta.

A metà di quegli anni la situazione in Italia è fatta di bombe che causano stragi di innocenti, di attentati

Terroristici e di un immobilismo politico e sociale nel quale il protagonista del romanzo, un giovane studente universitario in cerca di se stesso, non riesce ad ambientarsi.

Così decide di partire per Londra, inseguendo i sogni di una generazione delusa, alla ricerca di nuove opportunità.

E da lì inizia un viaggio che lo porterà a varcare l’oceano. Poi c’è una borsa…una borsa misteriosa.

Includo di seguito  il link del romanzo, sperando di aver suscitato il tuo interesse. https://www.libreriauniversitaria.it/terza-via-uomo-viaggio-tre/libro/9788833812366