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lunedì 16 ottobre 2023

M'Illumino d'Immenso - Premiaciòn Premio Internacional de Poesìa




Los que aman la poesìa y quieren participar son bienvenidos a la ceremonia de premiación de "M’illumino d’immenso. Premio Internacional de Traducción de Poesía del italiano al español y viceversa", que tendrá lugar el viernes 20 de octubre a la 19:00 en el Instituto Italiano de Cultura, Francisco Sosa 77, Coyoacán, Ciudad de México.

La ceremonia de entrega irá precedida de un diálogo sobre traducción y poesía entre Fabio Morábito, María del Mar Gámiz y Shadi Rohana.

Tras el evento se ofrecerá vino de honor.

lunedì 30 novembre 2020

Dedicato a Sant'Andrea

 CANTO SECONDO  

 

(Ove l’Apostolo ANDREA narra le sue peripezie in Acaia)

Fonte  di ispirazione: i documenti del Martirio di Sant’Andrea (ccdd Vangeli apocrifi);

Periodo di riferimento: dal 29 d.C. circa al 67 d.C. circa;

Per gli avvenimenti storici e culturali del periodo v. il Canto precedente;

 

Quartine a rime alternate

E incrociate con versi anisosillabici

Settenari e ottonari

 


 

Prologo

Fra i compagni di Gesù

Io son Andrea, più d’anni

Carico che di virtù

Ma fu a me e a  Giovanni

 

Che il Grande Precursore

Sulle rive del Giordano

D’eloquio e con la mano

Indicò Rabbì Signore

 

Io glielo dissi a Pietro

Che allora fu secondo

A seguire il RE del Mondo

Di poi, io gli fui dietro.

 

Di ciò non mi lamento;

Anzi,  fu una scelta mia,

Dovuta a ritrosìa

D’operaio macilento!

 

A me in fondo importava

Soltanto che il Signore

Leggesse nel mio cuore

Tutto il resto non contava

 

E questo io dimostrerò

Svelando ciò che celato

Per lungo tempo è stato

Come di seguito dirò.

 

Avvisarvi però devo

Per rispetto ai Sacri Testi

Che qui son solo resti

Di quel glorioso Evo

 

Che i quattro evangelisti

Han raccolto con bravura

E con divina cura

Da me e da chi li ha visti

 

Svolgersi in lor presenza

E son Testi rivelati.

Questi qui presentati

Di quel crisma sono senza.

 

 

Peripezie di Andrea dopo la morte di Gesù

 

1.      Dopo la Risurrezione

di Cristo, com’è noto,

fu fatta la divisione

del mondo ove ancora ignoto

 

2.      era il Verbo di Gesù.

Dopo qualche giro in Asia

A me toccò l’Acaia

Cioè quella regione giù

 

3.      della Grecia, ad essa unita

per l’istmo di Corinto

ed io fui là sospinto

per renderla erudita

 

1.      del Messaggio Cristiano

quando il proconsole Egea

le veci a Vespasiano

ed al Romano Imper facea.

 

2.      Ond’io a Patrasso gli chiesi

  quale fosse la ragione

della sua persecuzione

per udirne  poi le tesi.

 

3.      Dissi: - “Tu giudice in terra

Al Giudice del Ciel onor

Rendi con tutto il cuor

Non più l’odio che rinserra”.

 

1.      Così contestommi Egea:

“-Di superstizion foriero

e di falsi dèi, tu  sei Andrea

nemico dell’Impero”

 

2.      Ed io tosto gli ribattei:

“-Il Figlio di Dio Gesù

fra gli uomini  quaggiù

scese a dirci quali dèi

 

3.idoli  di fallacia

son dell’uomo ingannatori.

Di dirlo agli imperatori,

Per lor salvezza,  ti piaccia.

 

1.      E che di ardente carità

e volontar supplizio,

ancorchè per il giudizio,

di vilipesa deità

 

2.      patì l’Autore sul legno

di Croce”. Egli riprese:

”-Queste sono pretese

d’uno discente indegno.

 

3.      Consta ch’Ei fu tradito

E dagli stessi Ebrei,

Sia patrizi e  sia plebei,

Sulla Croce fu trafitto”.

 

1.      Ma io risposi: “-Sofferto

Egli ha,  volontariamente.

Io c’ero, perciò son certo!

E ciò che dico ho in mente

 

2.      perché da Lui ho udito

predire la Sua Passione

e la Sua Resurrezione;

e di colui che tradito

 

3.      l’avrebbe per la salvezza

degli uomini e del mondo;

e di come iracondo

rispose con asprezza

 

1.      a mio fratello Pietro

che Gli chiese clemenza

per quel Suo  destino tetro.

Questo è quanto Eccellenza”.

 

2.      “-E’ per me poco sagace

riprese quegli fisso

che un probo sia seguace

d’un morto crocefisso”.

 

3.      - “Il mistero della Croce

io vorrei spiegarti Egea

se tu di udire hai idea

col cuore la mia voce”.

 

1.      - “T’ascolto,  ma sia inteso

che a tua volta tu m’udrai

sennò sarai lì appeso

se ai miei dèi non renderai

 

2.      incenso e devozione.”

-“Non il fumo dell’incenso

ma la mia fede e il senso

della vita  ed ogni azione

 

3.      io offro in sacrificio

al Dio Onnipotente;

e immortale, vivente

resta dopo il supplizio

 

1.      ogni giorno sull’altare

della Croce quell’Agnello

senza macchie e senza tare!

E’ Gesù Padre e fratello!

 

2. Mangiata la Sua carne

E bevuto il Suo sangue

Egli,  non sol non langue,

ma è pronto per ridarne”.

 

 

3. -“Tu millanti certamente,

ebreo ed impostore!

Svela ciò che hai nel cuore,

e senza celarmi niente!”

 

 

1.      “Né paura né minacce

ponno svelar il mistero

ma sol seguir le tracce

sul cammin del Verbo vero!

 

2.      Se credi con tutt’il cuore

tu comprenderlo potrai,

altrimenti  mai giungerai

al Vero Unico Amore”.

 

3.      -“Or son bastanti chiàcchiere

che odo mentre i sacelli

disertan tutti quelli

che ingannati a schiere

 

1.      seguon le tue vanità!

E’ ora di ritornare,

se vuoi qui trovar pietà,

alle nostre antiche are!

 

2.      Diversamente al legno

Di cui canti le lodi

Con affilati chiodi

Finirai per sostegno.”

 

3.      -“Odi, figlio della morte,

paglia di fiamma eterna:

se alla Luce superna

di Cristo ho buona sorte,

 

1.      odi ben, che io bramo,

e non rifuggo, la Croce.

Con essa io Cristo amo

Che del riscatto è foce.

 

2.      Croce che eri terrore,

divenuta sei desìo,

dopo che il Figlio di Dio

vi è morto per amore!

 

3.      Rendimi al mio Signore,

consacrata di Cristo

prendimi che son tristo,

mia Bellezza, mio Splendore!”

 

Così cantavo ispirato

Col cuore saldo e invitto

Allor che Egea irato

Sentenziò per me il delitto

 

1.      condannandomi a morire

del supplizio di Gesù.

- “E voi non protestate più”-

Dissi al popolo all’udire

 

2.       tumulto e  sedizione

e le minacce che facea

all’indirizzo di Egea

per la mia liberazione.

 

1.      Se c’è pena da temere

È quella che non ha fine

Le terrene son leggere

Per quante abbiano spine

 

2.      Quanto ai dolori eterni

Son urla ininterrotte

Lutti e supplizi a frotte

Nei bui, gelidi inferni

 

3.      Alle gioie sempiterne

soltanto si perviene

per le passeggere pene

e si va alle vie superne!

 

1.      Se siete costanti,  gioia

avrete per l’eternità,

là, dove Cristo è Gloria,

Nel Regno della Trinità!

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giovedì 26 marzo 2020

L'orgoglio di essere subito dietro ai Grandi



La  Classifica dei poeti più letti di Amazon mi pone al 118.mo posto. Sembra poco, ma se davanti a te, tra i primi Cento  ci sono Omero, Dante, Whitman, Baudelaire, Apuleio, Catullo, Ovidio, Pavese, Leopardi e altri grandi dell'Olimpo poetico universale, allora non è poco.

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Recuerdos




Te acuerdas,
cuando brillava  el sol
alto en el cielo
y los dias parecian sin acabo
que buen tiempo tenimos juntos?
Ahora que los dias son siempre mas cortos
me quedo piensando en ti mas de sovente
y no me olvido de aquella ultima caricia
que me hiciste
antes de despedirte de este mundo,
casi una disculpa por un adios
que ponea fin a tus sufrimientos.
Y no me da miedo el occaso
porque acerca el rencuentro con tigo.

In Caller, el dia 26 de marzo 2018

giovedì 5 dicembre 2019

Poesia in rima



Dal Capitolo 22
VV 15-22
Il tributo a Cesare

Ma Gli inviarono dei Farisei
Con degli Erodiani, per tenderGli una
Trappola! – “ Rabbì, sappiamo che sei

Sincero” – esordirono – “ e che  nessuna
Autorità Ti fa paura, dato
Che la via di Dio, non la opportuna,

ma bensì quella vera, hai rammostrato
e mostri! Si deve dare il tributo
a Cesare o no?” Ei, rammaricato,

disse loro: - “ Visto che sul dovuto
mi provate, portate una moneta,
che io la veda!” – Quelli, in men d’un minuto

Gli portarono un danaro! Lïeta
Ma severa, un’effige di Äugusto
Imperatore vi era su una mèta;

sull’altra un’iscrizïone dal gusto
solenne, su vicende del Romano
Impero. -“ Di chi son la scritta e il busto?”-

 chiese Gesù, dandogli il soldo in mano!
Dissero: -“ Di Cesare Imperatore!”-
-         “ Sia restituito allora ciò che è umano

all’uomo; e  reso ciò che è superiore
  a Dio!” rispose Gesù agli ipocriti!
E Lo guardarono con gran stupore!


I Sadducei e la Risurrezione
VV 23-33

-         “ Dici che esiste la Risurrezione?
Allora saprai con quale dei sette
 Fratelli con cui divise  magione 

E letto, abiterà nelle perfette
Volte dell’aldilà, la donna che
Sposare tutti quanti li dovette,

senza figli, morti,  giusta Mosè?”
Queste cose chiesero i Sadducei
A Gesù per ingannarLo e perché

Essi nella risurrezione dei
Morti non credevano! – “ Non avete
Letto, nel Libro degli Antichi Ebrei

Come Dio, quando risusciterete
Dai morti, non vedrà chi sia sposato
O chi sia sposa? Neanche sapete

Che i Risorti saranno in uno stato
D’angelica beatitudine? Voi
Non capite né quanto dichiarato

Da Dio, con le Scritture, né i Suoi
Atti di potenza! Dio, nel Roveto,
come è scritto nei testi sacri, poi

che Mosè  fu scalzo ai pïedi, ha detto:
‘Io sono Iddio di Abramo, di suo figlio
Isacco e del figlïo benedetto

Giacobbe!’ E ora il vostro consiglio:
‘ Non è Dio dei morti ma Dio dei vivi!’”


VV 34-40
Il primo fra tutti i Comandamenti

Allora avvicinatosi uno scriba,
che avendo udito pria la discussione,
sapeva che Gesù alla diatriba

avea dato una buona soluzione,
chiese qual fosse dei comandamenti
il primo. Gesù diè la Sua opinione:

-         “ E’ questo il primo tra gli insegnamenti:
‘l’Unico Nostro Signore è ‘l Signore
Dio;  l’amerai con tutti gli intenti

Tuoi, con la mente e con tutto il cuore!’
Il secondo invece è questo: ‘ amerai
Il tuo prossimo con lo stesso amore

Con cui ami te stesso!’  Non udrai
Altro comandamento che sia più
Grande!” Lo scriba allora disse: - “Hai

Detto benissimo, oh Maestro, Tu,
che Dio è l’Unico, e che non c’è fuori
di Lui nessun altro, e che amarLo su

ogni cosa con la mente e gli ardori
di tutto il cuore e di tutte le forze,
e che amare il prossimo coi valori

con cui si ama, vale più delle scorze
fatte alle vittime d’ogni olocausto!”
Gesù, vedendo che lo scriba, le orze

Al vento avea spiegato in modo fausto
 disse: - “ Sei vicino al  Regno di Dio!”-
E ognuno fu di domande esausto!



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