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domenica 24 aprile 2022

Le indagini del commissario Santiago De Candia-2

 

Il suo ufficio era al primo piano, e le ampie finestre si affacciavano proprio su uno degli ingressi secondari del Palazzo di Giustizia. Sulla sinistra era visibile anche l’ingresso delle ex scuole magistrali, che adesso ospitavano il liceo socio-pedagogico, o qualcosa del genere.

Ripose, come al solito,  i giornali in un cassetto della scrivania e si accomodò nella sua poltrona.

Ma sei nuovi fascicoli con altrettanti casi di omicidio, recenti e ancora da risolvere, lo aspettavano all’interno dell’armadio di sicurezza. Li prelevò e li ripose sul ripiano della scrivania. I due fratelli trovati morti nelle campagne di Settimo San Pietro. La prostituta strangolata sul litorale di Giorgino. Un corpo privo di arti e mutilato dalla voracità dei pesci restituito dal mare. Il matricidio, probabilmente per colpa di un tossico esasperato dall’astinenza e dalla mancanza di soldi per acquistare la dose, il quale  però si era dileguato chissà dove. Due ennesimi femminicidi, presumibilmente già chiusi. Uno con il suicidio del marito colpevole, l’altro con la costituzione dell’autore che si era autoaccusato dell’omicidio.

Nella consueta riunione settimanale del venerdì si era deciso con i suoi collaboratori,  l’ispettore Zuddas e il sovrintendente Farci, di cominciare a svolgere delle indagini raccogliendo a verbale delle informazioni e altre possibili prove, per ricomporre le vicende criminose in un quadro investigativo coerente e comprensibile.

Prima del vertice con il Questore, a cui partecipavano tutti i capi sezione, che si teneva a fine mattinata ogni ultimo lunedì del mese, aveva a disposizione un po’ di tempo per riprendere in mano tutti e sei i fascicoli ‘caldi’. Li definivano in questo modo, per distinguerli da quelli che ormai avevano superato i sei mesi che la legge assegnava agli inquirenti per svolgere le indagini. Il termine era prorogabile per altri sei mesi. Dopo, il fascicolo ‘si raffreddava’, e inevitabilmente finiva in una sorta di limbo, con buona pace della sete di giustizia delle povere vittime e anche dei colpevoli.

Munito di fogli protocollo a righe prendeva appunti, per ogni fascicolo, che costituivano allo stesso  tempo punto di partenza e approdo, tra un venerdì e l’altro, dello stato di svolgimento delle indagini. Strada facendo, i faldoni si sarebbero arricchiti, non solo delle sue riflessioni, ma degli apporti delle indagini svolte sul campo dai suoi due più stretti collaboratori.

Tutto ciò, naturalmente, se non ci fossero state interruzioni e contrattempi.

Dopo il vertice con il questore e gli altri capi sezione prese la via del ritorno. Restava in sede di pomeriggio soltanto il martedì e il giovedì, quando aveva il cosiddetto ‘rientro’.

A fine pasto, quando lo consumava in casa, era solito fare una siesta. Al risveglio, come ogni  lunedì, si sarebbe recato a Iglesias, a Casa Elvira, dove sua mamma aveva scelto di trascorrere la vecchiaia.

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