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martedì 10 gennaio 2023

La Terza via - 4

 

https://www.edizioniefesto.it/collane/origo-gentis/437-la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade.

Soltanto gli irriducibili restarono sul campo e,  imbracciando le armi vere, combatterono  la loro rivoluzione fatta di illusioni e di teorie astratte, elaborate da filosofi sognatori,  frutto di pensieri malati, fondate sul nulla.

Tanto ciò è vero che al loro assunto di base, la dittatura del proletariato, mancò proprio quello che doveva essere l’autore principale e l’interprete della vittoriosa e gloriosa rivoluzione: il proletariato.

In  nome di queste teorie astruse, questi intellettuali malati di megalomania e di protagonismo storico (compagni che sbagliano, li chiamò troppo benevolmente qualcuno),  disseminarono il terrore per tutta l’Italia, proclamando in deliranti comunicati  l’avvento di improbabili vittorie e chiamando alla rivolta un popolo inesistente,  e comunque indisponibile a seguirli,  in quella strada insanguinata di autentica violenza,  intrisa di vani sogni e di  delirio di onnipotenza.

La loro parabola toccò l’apice con il sequestro di Aldo Moro, allora ai vertici delle istituzioni e del partito più potente del Paese. Ma  finirono per divenire gli zimbelli di quei capitalisti e imperialisti tanto odiati, dando compimento a un disegno criminale che proprio i servizi segreti deviati italoamericani,  avevano ordito in odio al presidente della Democrazia Cristiana.

Tuttavia,  per rendere onore all’altra America, quella dei poeti della beat generation e dei figli dei fiori, è giusto  evidenziare come le   radici della grande rivoluzione del 1968 affondino anche in quel grande paese e in quegli intellettuali,  poeti e sognatori che, anziché perseguire la violenza, propugnarono una rivoluzione pacifica che,  alla violenza del potere di Washington,  oppose il profumo e la bellezza dei fiori.

Siamo debitori di  quei  pensatori americani che con le loro immaginifiche visioni hanno inneggiato a un mondo di pace e fratellanza, a una società che ripudiasse la guerra, a un consorzio umano universale che congiungesse la saggezza  millenaria  dell’oriente,  con l’organizzazione tecnologica dell’occidente, in un progetto di condivisione delle risorse umane e delle ricchezze della terra che ripudiasse ogni egoismo, ogni prevaricazione nazionalitaria e populista, oggi, purtroppo,  tornate di moda.

E in questo mio inno di grazie non posso e non voglio tralasciare neanche gli intellettuali europei come Jean Paul Sartre, Herbert Marcuse, Bertrand Russell, George Orwell, Aldous Huxley e tanti altri che qui mi scuso di dimenticare.

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