last moon

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venerdì 6 gennaio 2023

I Re Magi

 



 

Avvenne un dì che il re di Palestina,

Erode, saputo che dall’Oriente,

eran partiti all’alba una mattina

 

tre re, tra i più ricchi  e pronti di mente,

che avean patito quei tanti disagi,

per vedere il sovrano più potente,

 

chiamò segretamente a sé quei Magi

e  fece dire  lor con esattezza,

quando della lucente  stella i raggi

 

in essi avesse mossa  l’accortezza,

avendo il re avuto turbamento,

che  secondo ‘l vedessero in grandezza!

 

Ed appreso che il Sant’Avvenimento

luogo doveva tenere in Betlemme,

ve li inviò non senza avvertimento

 

che vistolo, tosto in Gerusalemme

solo a lui riportassero la nuova,

affinché egli, lesto, non già lemme,

 

andasse ad adorarlo nell’alcova!

Udito ciò andarono i Persiani,

ed ecco comparire in ciel la prova

 

del luogo dove il Padre dei Cristiani,

in fasce con la Madre si trovava!

E i Magi  quegli scrigni nelle mani,

 

in cui oro, incenso e mirra stavano,

donarono a quel Re  in adorazione,

mentre che dentro all’anima provavano

 

una gran gioia  a quell’apparizione

di fulgido e  ridondante splendore!

Infine,  per diversa direzione,

 

grazie al sogno d’un angelo latore,

ritorno fecero al loro paese,

e senza ripassar dal mentitore

 

che,  passati due anni in vani attese

immaginando vana la sua frode,

fu risentito per  le sue pretese,

 

che di lui s’avesse maggior lode

e gloria, senza capire che il Regno

del Messia non era in terra! Erode

 

ordinò che tutti, senza ritegno,

da due anni in giù,   in Betlem  giudea,

fosser di morte i bimbi fatti segno!

 

Per la qual cosa, ancor serba nomea!

Intanto il Signore in difesa

Del Santo Suo Figliuolo, in sogno avea

 

Mandato a  Giuseppe un Angiol, che presa

La Madre e preso il Figlio se ne andò

In Egitto e soltanto dopo attesa

 

la morte del   tiranno ritornò!


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sabato 20 agosto 2022

Profeti, politici e cialtroni





In questo periodo prelettorale in TV impazzano i dibattiti politici.

Le elezioni, chissà perché, mi fanno pensare al principe della risata Totò.

Lui, con le sue risate amare, era riuscito a mettere a nudo le velleità e la pusillanimità dei politici italiani. Non molto è cambiato dai suoi tempi. E se qualcosa è cambiata, è cambiata in peggio.

L'estate mi fa pensare anche ai concerti che, magari in replica, mandavano in onda le estati scorse, quando almeno non eravamo afflitti dalle presenze invadenti dei politici in TV.

Un vecchio post mi ha richiamato il concerto "La Notte di Vasco" dedicato al cantante di Zocca, Vasco Rossi.

Ho ripensato ai concerti ai quali in passato ho preso parte in prima persona.

Mi sono rivisto in mezzo alla folla oceanica, con le mani al cielo, cantando a squarciagola, ballando e muovendo la testa e il corpo a suon di musica.

Non si vivono quattro decenni di successo per caso. Vasco ha incarnato i sogni e il malessere di più di una generazione. Certo il suo successo è da attribuire anche ai grandi musicisti che lo accompagnano sul palco.

Ma i suoi musicisti veicolano sulle splendide note di chitarre, ottoni, tastiere e percussioni i testi che incarnano i sogni e le fantasie dei giovani di ieri e di oggi. Che poi sono i sogni di coloro che ritrovano se stessi più nei riff di un chitarrista e negli assolo di un clarinetto che in un mondo incapace di trasmettere emozioni.

Una fuga dalle banalità di un mondo materialista, fondato sul consumismo, che ha perso nella massificazione delle menti, delle notizie e delle vite votate alla produzione e al consumo, in nome del dio quattrino e di Giove PIL, ogni sensibilità spirituale.

E l'uomo senza spirito non sa vivere, sente che gli manca qualcosa; qualcosa che egli recupera in quei versi strazianti che parlano di libertà, di solitudine, di uno straniamento che è anche e soprattutto ribellione a ogni consuetudine e perbenismo.

Qualcuno un giorno ha detto che non si vive di solo pane.

Se a qualcuno non piace Vasco Rossi dovrebbe ricordarsi che senza spirito si vive male e si cade inevitabilmente prigionieri di profeti e duci che non sempre guidano al bene.

Ma chi l'ha detto che ai nostri politici e ai governi del mondo interessi il benessere spirituale dei cittadini?

Abbandonare il materialismo in nome dei veri profeti comporterebbe rinunciare al potere dei soldi e delle poltrone facili.

Meglio aggrapparsi alla materia e al potere lasciando che i sudditi governati sfoghino il loro bisogno spirituale appresso ai profeti fasulli di turno, magari affogati in qualche sorta di sostanza che li alteri un po' sino a dimenticare, almeno per una sera, la fatica di vivere una vita senza senso e senza valori.

Ma è meglio seguire un profeta, ancorché cialtrone, oppure un duce ancora più cialtrone?

Se fossi giovane non avrei dubbi: sceglierei un profeta cialtrone.

giovedì 9 aprile 2020

L'ascesa di Saulo di Tarso



Le lettere di San Paolo continuano a salire in classifica.
 A marzo, il mio libro,  con il quale ho  traslato in rima e in versi le bellissime lettere di San Paolo ai Romani, agli Efesini, ai Galati, ai Colossessi e via elencando, occupava il 118.mo posto nella classifica dei libri di poesia più lette (nella classifica di Amazon).
Ai primi di aprile era già balzato al 76.mo posto.
Oggi occupa la 66.ma posizione, tra "Il Paradiso perduto" di John Milton e "I Canti" di Giacomo Leopardi.
Sono dei nomi che fanno tremare i polsi, anche a un vecchio poeta navigato come me.
Con umiltà e con orgoglio voglio rendere merito a San Paolo, l'apostolo delle Genti.
Sono le sue lettere che mi hanno ispirato quei versi che si stanno facendo strada nella classifica e che, soprattutto, hanno incontrato la simpatia dei lettori in un periodo difficile della nostra vita.
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domenica 2 febbraio 2020

Presentazione al Tempio di Gesù


Dal Capitolo Secondo del Vangelo di San Luca
VV 21-35
Ogni primo maschio della nazione”
  • così è scritto – “sarà sacro a Jahwèh!”
Al tempo della purificazione,
dunque, giusta la legge di Mosè,
Giuseppe e Maria al Tempio Gesù
Condussero in offerta a Chi in Cielo   è!
E per donargli, in obbligo e virtù
Una coppia di tortore o colombi,
secondo quanto usavan le tribù!

A Gerusalemme, vecchio di lombi,
stava Simeone, giusto e timorato,
al quale di non vedere i piombi
della morte,  era stato  preannunziato,
prima che avesse visto il Messia
e che Israele fosse  confortato!

Mosso dal Santo Spirito, la via
del Tempio, mentre l’offerta adempievano
i due  dell’antica legge giudìa,
ei prese e giuntovi,  benedicevano
Iddio le sue parole,  abbracciando
Quella Luce nella Quale  vedevano

I suoi occhi le genti illuminando,
Per la gloria del popolo Giudeo,
la salvezza che andava preparando
ad ogni popolo.  “Or che mi beo
di cotanto, secondo la Parola,
lascia che vada in pace,  Santo Teò’,

il Tuo servo!” Ancor si sente e  vola,
nelle orecchie stupite di Maria,
la voce di Simeon, cui disse sola:

“ Di molti uomini  in questa terra mia,
per la rovina e la  risurrezione
Egli è, segno di forte discrasia,

perché esprimano rivelazione
i pensieri di molti animi e cuori!
Ed anche nel tuo cor dello schidione



Udrai della Sua carne  i molti  fori!”
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giovedì 5 dicembre 2019

Poesia in rima



Dal Capitolo 22
VV 15-22
Il tributo a Cesare

Ma Gli inviarono dei Farisei
Con degli Erodiani, per tenderGli una
Trappola! – “ Rabbì, sappiamo che sei

Sincero” – esordirono – “ e che  nessuna
Autorità Ti fa paura, dato
Che la via di Dio, non la opportuna,

ma bensì quella vera, hai rammostrato
e mostri! Si deve dare il tributo
a Cesare o no?” Ei, rammaricato,

disse loro: - “ Visto che sul dovuto
mi provate, portate una moneta,
che io la veda!” – Quelli, in men d’un minuto

Gli portarono un danaro! Lïeta
Ma severa, un’effige di Äugusto
Imperatore vi era su una mèta;

sull’altra un’iscrizïone dal gusto
solenne, su vicende del Romano
Impero. -“ Di chi son la scritta e il busto?”-

 chiese Gesù, dandogli il soldo in mano!
Dissero: -“ Di Cesare Imperatore!”-
-         “ Sia restituito allora ciò che è umano

all’uomo; e  reso ciò che è superiore
  a Dio!” rispose Gesù agli ipocriti!
E Lo guardarono con gran stupore!


I Sadducei e la Risurrezione
VV 23-33

-         “ Dici che esiste la Risurrezione?
Allora saprai con quale dei sette
 Fratelli con cui divise  magione 

E letto, abiterà nelle perfette
Volte dell’aldilà, la donna che
Sposare tutti quanti li dovette,

senza figli, morti,  giusta Mosè?”
Queste cose chiesero i Sadducei
A Gesù per ingannarLo e perché

Essi nella risurrezione dei
Morti non credevano! – “ Non avete
Letto, nel Libro degli Antichi Ebrei

Come Dio, quando risusciterete
Dai morti, non vedrà chi sia sposato
O chi sia sposa? Neanche sapete

Che i Risorti saranno in uno stato
D’angelica beatitudine? Voi
Non capite né quanto dichiarato

Da Dio, con le Scritture, né i Suoi
Atti di potenza! Dio, nel Roveto,
come è scritto nei testi sacri, poi

che Mosè  fu scalzo ai pïedi, ha detto:
‘Io sono Iddio di Abramo, di suo figlio
Isacco e del figlïo benedetto

Giacobbe!’ E ora il vostro consiglio:
‘ Non è Dio dei morti ma Dio dei vivi!’”


VV 34-40
Il primo fra tutti i Comandamenti

Allora avvicinatosi uno scriba,
che avendo udito pria la discussione,
sapeva che Gesù alla diatriba

avea dato una buona soluzione,
chiese qual fosse dei comandamenti
il primo. Gesù diè la Sua opinione:

-         “ E’ questo il primo tra gli insegnamenti:
‘l’Unico Nostro Signore è ‘l Signore
Dio;  l’amerai con tutti gli intenti

Tuoi, con la mente e con tutto il cuore!’
Il secondo invece è questo: ‘ amerai
Il tuo prossimo con lo stesso amore

Con cui ami te stesso!’  Non udrai
Altro comandamento che sia più
Grande!” Lo scriba allora disse: - “Hai

Detto benissimo, oh Maestro, Tu,
che Dio è l’Unico, e che non c’è fuori
di Lui nessun altro, e che amarLo su

ogni cosa con la mente e gli ardori
di tutto il cuore e di tutte le forze,
e che amare il prossimo coi valori

con cui si ama, vale più delle scorze
fatte alle vittime d’ogni olocausto!”
Gesù, vedendo che lo scriba, le orze

Al vento avea spiegato in modo fausto
 disse: - “ Sei vicino al  Regno di Dio!”-
E ognuno fu di domande esausto!



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domenica 24 novembre 2019

Volume Quarto Tutte le Commedie



Con questo Quarto Volume si conclude la pubblicazione di tutte le mie opere teatrali  in lingua italiana. La commedia che apre il volume si intitola “La Ricreazione è finita”. Si tratta di un Atto Unico che ho scritto per la scuola nel lontano 1995. E’ uno spaccato di vita scolastica dove giocano un ruolo importante due cose: la burocrazia, eterna bestia nera della pubblica amministrazione italiana e della scuola in particolare; e la tecnologia, che in quegli anni novanta  si va affermando definitivamente  anche   nella scuola. I Promessi Sposi, nella sua versione lunga è già presente nei volumi precedenti, pubblicati su Amazon (tale versione lunga esiste anche come pubblicazione singola, con il titolo “Gli Sposi Promessi  al tempo dell’HIV”). La commedia è una trasposizione del famoso romanzo di A. Manzoni, ambientata però ai nostri giorni, con l’HIV al posto della peste, i metallari spacciatori di droga e Don Rodrigo, pericoloso trafficante e faccendiere Colombiano. Nella terza commedia ritroviamo “L’Uomo che disse subito sì” e cioè il martire cristiano Mons. Giovanni Battista Soggiu, decollato in Cina nel 1930 e già assurto all’onore degli altari con la qualifica di Servo del Signore. Il suo processo di santità, giustificato da prodigiose e documentate guarigioni, è stato interrotto dalla prematura scomparsa del compianto “Frate Umberto Zucca” da Oristano, vice-postulatore della causa di santificazione.  Infine ritroviamo “L’Alpino di Sardegna”, farsa campidanese  tradotta  in lingua italiana.


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domenica 7 aprile 2019

L'Adultera


VIII
L’adultera

1.            Audace il sasso scagli
Chi è senz’alcun peccato
E l’anima senza sbagli
Ha in cuore suo trovato.

2.      Ed or continuo a scrivere
A Dio sulla terra nuda
Perché se vuole eluda
Ch’io prosegua a vivere

3.      tra questa gente indegna
che in continuazione
m’induce in tentazione
sfuggendo ciò ch’Ei insegna

1.      per mezzo mio; in Cielo
riportami se vuoi, Abbà,
che ben hai visto qual velo
copre gli occhi a questi qua!

2.      Ma se vuoi che anche io
Muoia sotto il vil tiro
Qua son, non mi ritiro
Mio Signore e Padre mio !

3.      Va, adultera flagrante!
Niùn il sasso ha teso
Contro  te. Anzi l’ha reso
In terra e ripensante

ai fatti suoi s’è volto.
Va, qui accanto a te Gesù
ogni peccato ha tolto!
Va, e non peccar mai più!!!


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