last moon

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domenica 14 novembre 2021

I Thirsenoisin - 9

 


«E’ andato tutto in malora!» esclamò Norace, con il fiato corto per la corsa disperata,  saltando in groppa a uno dei cavalli.

«Mi racconterai tutto a casa! Adesso pensiamo a spronare le cavalcature verso la salvezza! Non passerà molto che ci daranno la caccia.» gli rispose Mandis, imitato da tutti i presenti.

Nel recinto circolare delle feste, intanto, nessuno aveva dato l’ordine di inseguire il giovane principe. Non certo Irisha, che aveva ordinato ai servi di trasportare Elki alla reggia per le cure immediate; non Itzoccar, ancora scosso e incredulo. Non il comandante delle guardie, che aspettava gli ordini del suo re; e neppure Madau, il secondo sacerdote, preoccupato soltanto per Elki. E della gran confusione avevano approfittato Norace e i suoi accoliti, guadagnando con circospezione l’uscita dal recinto delle feste.

Irisha aveva preparato in tutta fretta un cataplasma con Calendula, Salvia, Miele e Carpino nero, un raro estratto di betulla,  che cresceva soltanto nella foresta di Montarbu, dov’erano nati i suoi antenati di parte materna; aveva disposto la poltiglia su una pezza di lino  soffice  e l’aveva poggiata delicatamente sulla ferita di Elki; poi provvide a fasciarla con delle bende forti e strette. La ferita era profonda, ma non avendo leso organi vitali, non avrebbe messo in pericolo la vita del gran sacerdote. Lo affidò a Madau, che lo fece trasportare con grande cura, nei suoi alloggi. Nell’accommiatarlo il re gli disse che l’indomani, si sarebbe riunito il Gran Consiglio degli Anziani per delle decisioni importanti. Itzoccar licenziò anche il comandante delle sue guardie. Gli disse di fare distribuire la carne arrostita per la festa, al popolo, prima che si disperdesse; e di rasserenare gli animi di tutti; domani avrebbe comunicato al popolo riunito le sue decisioni, dopo la riunione del Consiglio degli Anziani. Poi pregò Rumisu di predisporre dei turni di guardia più solerti che mai e augurò la buonanotte a sua figlia Aristea che commossa gli sussurrò che era pronta a sposare Arca Salmàn. Itzoccar fu lieto di questa notizia. Se non altro il suo rientro non era andato storto del tutto.

https://www.amazon.it/dp/B09GW8WWF8

sabato 14 novembre 2020

Il mio romanzo I Thirsenoisin

Il primo traguardo, a una settimana dal lancio della campagna di crowdfunding, è stato raggiunto. Siamo al 20% delle prenotazione richieste per la stampa e la distribuzione del volume (per la sola stampa ne bastano 60). Le prenotazioni si fanno sempre al seguente link:https://bookabook.it/libri/i-thirsenoisin/ La strada da percorrere è ancora lunga, ma chi ben comincia, dice il proverbio, è a metà dell’opera. Abbiamo ancora più di 90 giorni per centrare l’obiettivo. Anche se ho studiato e letto molti testi prima di intraprendere la scrittura della mia storia, devo precisare che il mio romanzo è un frutto della mia immaginazione e della mia fantasia. Ho sempre vagheggiato, sin da giovane, su come poteva svolgersi la vita dei nostri antenati dei Nuraghi e, più tardi, dei navigatori Shardana. Anche senza la testimonianza di fonti scritte dirette, tuttavia, possiamo facilmente immaginare come dovesse essere la vita all’interno dei villaggi nuragici. La presenza di oltre settemila nuraghi (ma dovevano essere sicuramente di più, all’apice della civiltà nuragica) ci aiuta, non di meno, a supporre che i Nuragici avessero una tempra forte e un attivismo fuori dal comune; e la loro sapienza costruttiva ci porta a pensare che fossero depositari di una tecnologia costruttiva che era giunta, con le stesse popolazioni nuragiche, da lontano, anche se nessuno sa esattamente da dove. Qualcuno attribuisce al grande architetto greco Dedalo la conoscenza dei segreti architettonici degli antichi padri. E’ certo però che non si può non restare ammirati dalle mirabili caratteristiche costruttive dei nuraghi e dei pozzi sacri. Anche i bronzetti ci aiutano a capire come fosse organizzata la società nuragica. Appare sicuro che ci fosse un capo tribù a comandare il villaggio nuragico (nel libro mi è piaciuto definirlo un re-pastore); e accanto a lui vi erano sicuramente i rappresentanti della casta sacerdotale; e numerosi guerrieri, oltre al popolo minuto, composto da casalinghe, artigiani, manovali, contadini, servitori. La vita nelle città costiere, invece, a parer mio, doveva essere diversa, soprattutto quando, l’età del ferro subentrò a quella del bronzo. Le città erano proiettatte verso l’esterno, con la vocazione precipua di solcare i mari e di cercare nuovi mercati per i prodotti metallurgici, artigianali e alimentari. …continua… Per prenotare la tua copia: https://bookabook.it/libri/i-thirsenoisin/

lunedì 19 ottobre 2020

I Thirsenoisin - 8

Nel romanzo ” I Thirsenoisin” due civiltà si confrontano: quella nuragica, che si esprime con le mirabili costruzioni megalitiche e che trova nei bronzetti la sua espressione artistica e culturale più autentica, e quella dei guerrieri Shardana, il popolo del mare, che occupa le coste della Sardegna ed è già proiettata verso l’età del ferro, verso i commerci, verso l’esterno, quasi quanto la civiltà nuragica appare ripiegata su se stessa, arroccata nelle sue tradizioni già millenarie, forti e solide come le reggie nuragiche dove risiedono i re pastori e dove i sacerdoti astronomi studiano i movimenti del sole, della luna e delle stelle, così importanti per i cicli produttivi e per la vita del popolo dei Nuraghi, I Thirsenoisin. Anche la guerra e l’impossibile amore tra la principessa Aristea e Usala, il rampollo di una delle famiglie Shardana più in vista nella città stato di Nora, fanno parte di un processo che porterà i due popoli a convivere, in nome del benessere comune e del progresso. 8. continua…