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venerdì 1 ottobre 2021

Il commissario e l'avvocato - 5

 


Anche quel  venerdì il team della Squadra Omicidi si ritrovò nell’Ufficio del coordinatore: il commissario Santiago De Candia. Il team era composto dallo stesso commissario, dall’ispettore Angelo Zuddas e dal sovrintendente Alessio Farci.

I tre fecero  il punto della situazione su tutti i casi di omicidio che avevano in carico.

Il commissario lasciò per ultimo il caso dell’omicidio di via Giudicessa Adelasia, come lo avevano ribattezzato anche i giornali, dopo la scarcerazione del presunto colpevole.

-          “ Come vi ho già accennato nel corso della settimana, ho provveduto a ritirare  il fascicolo in procura. Studiandolo, nei giorni scorsi, vi ho intravvisto due piste, ma naturalmente restiamo aperti a recepire eventuali altre piste che dovessero emergere nel corso delle indagini. In via preliminare, se siete d’accordo, lascerei cadere la pista seguita dalla Procura nell’immediatezza del fatto: mi riferisco alla pista dell’assassino col coltello in mano.”

Il commissario fece una pausa per dar modo ai suoi collaboratori di intervenire.

-          “ Ci mancherebbe altro che ci facessimo trascinare nelle regioni paludose dove si sono impantanati quelli là!” – disse il sovrintendente Farci con un cenno di stizza rivolto verso il Palazzo, al di là della finestra.

-          “ Ma poi lo hanno davvero scagionato all’assassino col coltello in mano?” – interpose l’ispettore Zuddas.

-          “ Sì, certo. E’ spiegato tutto nel ricorso dell’avvocato difensore e nell’ordinanza di accoglimento del tribunale della libertà!” – rispose il commissario con enfasi, porgendo i due documenti al sottoposto, dopo averli estratti dal fascicolo.

-          - “ Ci mancherebbe commissario!” – si schermì l’ispettore. Riassuma lei per noi, se vuole!

-          “ In pratica l’avvocato difensore dell’indiziato è riuscito a dimostrare che  quando è partita la telefonata della vicina di casa al 112, il suo cliente non poteva essere sul luogo del delitto!”

-          “ E come ha fatto?” chiese il sovrintendente Farci incuriosito.

-          “Mettendo a confronto i tabulati telefonici e i documenti di viaggio, ha messo in evidenza come  il suo cliente abbia   obliterato il trasbordo dal bus n. 1 alla linea M esattamente dieci minuti prima che partisse la telefonata che ha allertato la Polizia Giudiziaria in servizio.

I piani di viaggio hanno mostrato che da piazza Gramsci,  luogo del trasbordo dell’indiziato, alla fermata di via Baccaredda più vicina alla casa della vittima,  ci vogliono almeno dieci minuti, senza considerare l’ipotesi  di traffico e di fermate intermedie, altrimenti i minuti diventano  quindici; poi c’è da percorrere a piedi il tratto di strada che dalla fermata del pullman porta alla casa di via Giudicessa Adelasia.”

-          “ Accidenti, l’alibi dell’indiziato si gioca comunque sul filo dei minuti!”- esclamò il sovrintendente Farci.

https://www.ibs.it/al-di-delle-evidenti-apparenze-libro-ignazio-salvatore-basile/e/9788898981823

venerdì 16 luglio 2021

Omicidio a Cagliari - 12

 


Dopo il caffè andò a ripescare il quarto volume della sua Storia del Teatro della Garzanti e, sdraiato sul divano, si concentrò su Arthur Schnitzler.

Scoprì che l’ultimo  film di Kubrick, un regista che aveva apprezzato molto in gioventù, e che avevano da poco ripassato in prima assoluta TV, era stato tratto da un romanzo dell’autore viennese ‘Doppio sogno’; lo stesso commediografo della ‘Giovane Vienna’ che a suo tempo scandalizzò i benpensanti suoi contemporanei con ‘Girotondo’, il dramma in programmazione al Teatro Massimo, che la sua amica Luisa Levi lo aveva invitato a vedere all’indomani.

Il commissario De Candia amava molto il teatro; sicuramente più del cinema; suo padre era stato abbonato per una decina d’anni,  alla rivista ‘Il Dramma’, il quindicinale che Lucio Ridenti, alias Ernesto Scialpi, aveva diretto sino alla fine degli anni sessanta; su quella rivista, sin da ragazzo, si era fatto una certa conoscenza del  teatro di prosa italiano in auge negli anni a cavallo tra il cinquanta e il sessanta, familiarizzandosi con i grandi interpreti di quegli anni: Gino Cervi, Ernesto Calindri, Paolo Stoppa, Andreina Pagnani, Paola Borbone, Emma e Irma Gramati, lo stesso Vittorio Gassman (poi transitato con successo al cinema);  ma poi,  grazie alla moglie, melomane competente e appassionata,  l’opera, per un certo periodo, aveva preso il sopravvento sulle altre forme di spettacolo e il teatro era rimasto relegato nei ricordi in bianco e nero della televisione e in quelle riviste quindicinali.

https://www.ibs.it/al-di-delle-evidenti-apparenze-libro-ignazio-salvatore-basile/e/9788898981823