last moon
domenica 3 luglio 2022
Un commissario, un ispettore e un sovrintendente in azione-1
venerdì 8 aprile 2022
Al di là di ogni evidente apparenza-43
«Direi quantomeno in relazione agli
elementi locali, commissario!» si affrettò a precisare
il sovrintendente Farci. «Mi è sembrato di
avvertire un certo fastidio nell’interrogato, quando ho toccato il tasto dell’invasione
di campo da parte di qualche ladruncolo in trasferta. Anzi, ho colto come una certa empatia da parte sua; anche se non
mi ha voluto dire la verità, attribuendo lo sgarro a qualche sassarese in
trasferta abusiva!»
Il commissario annuì; sapeva per esperienza che le
sensazioni del sovrintendente Farci, il più delle volte, si rivelavano esatte.
«La Torres è sempre in fondo alla
classifica!» protestò Zuddas che era di origine
sassarese e soffriva per le sventure calcistiche della squadra di calcio della
sua città!
«Anche io volevo dirvi qualcosa»
intervenne il commissario ridendo alla battuta «Sono
stati fatti due prelievi con il bancomat della signora Emma Pirastu! Tutti e
due da 500 Euro, il massimo consentito: uno è di domenica sera, effettuato a Cagliari;
l’altro è di lunedì, ore cinque del mattino, e risulta fatto a Iglesias. Poi la
banca, appresa la morte della sua cliente dai giornali, ha bloccato il conto»
«Forse il cerchio si stringe per davvero
attorno al nostro uomo!» ribadì l’ispettore Zuddas.
«Può darsi»
replicò il commissario. Ma la richiesta di emissione di un ordine di cattura
forse è ancora prematuro. Se avessimo qualche altra prova. «Avete
saputo qualcosa su quei gioielli? »
«Io ho fatto un po’ di giri dai vari compro
oro e da alcuni ricettatori che a volte
ci danno una mano: nessuno sa niente. I compro oro, che registrano tutto, non
hanno visto niente, mentre i ricettatori mi hanno detto che, difficilmente uno di loro, accetterebbe refurtiva proveniente da un
furto di sangue» disse il sovrintendente,
riferendosi al fatto che ai ricettatori non sfuggiva che i gioielli risultavano rubati in una casa
dove era stato commesso un omicidio.
«Io ho chiesto a Carbonia, ma mi hanno
detto che per piazzare certa refurtiva tutti vanno a Iglesias o, addirittura, a
Oristano e perfino a Nuoro. Però si riferivano ai preziosi rubati a Carbonia…»
disse l’ispettore Zuddas. «O magari ai preziosi
rubati dai ladri di Carbonia…» aggiunse Zuddas, quasi
continuando il suo discorso precedente.
«Facciamo
così» disse
il commissario chiudendo il fascicolo e mettendoselo sottobraccio. «Io
adesso vado in Procura. Voglio sentire il parere del procuratore su un
eventuale mandato di cattura nei confronti di
Andrea Picciau; se come penso il procuratore capo mi dirà di no, proseguiamo
nelle indagini sulla ricerca di altre prove. Io mi occupo personalmente delle
indagini da fare a Iglesias, tu Zuddas
vedi se riesci a sapere qualcos’altro da Carbonia e tu Farci insisti con
Cagliari, Quartu e Hinterland. Qualcosa mi dice che stiamo per chiudere il
caso.”»
«Laqueo
captus vulpes!» sentenziò l’ispettore.
Il
commissario li salutò per andare in procura, mente i due si sbeffeggiavano a
vicenda, polemicamente.
Il
commissario sorrise tra sé. Sapeva che di lì a poco, sarebbero andati al bar a
far pace.
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sabato 26 marzo 2022
Un'indagine al di là di ogni evidente apparenza-31
«Be’, certa gente non sa aspettare il
momento giusto e non vede l’ora di intascare l’eredità. Del resto era noto
anche agli antichi che ‘ambulatoria est voluntas defuncti usque ad vitae
supremum exitum’»
«E
tu, Farci, che ne dici?»
«Al di là degli ambulatori e dei latinorum
di Zuddas» rispose il sovrintendente che non amava
quel vezzo di parlare per massime latine del suo collega, ma che lo apprezzava
per il resto.«Io credo che qui ci troviamo davanti
all’azione di un solo uomo. Il suo profilo sembrerebbe corrispondere a ‘Sa
Mantininca’ o magari anche a quell’altro nipote della vittima, quello che vive a Carbonia. Anche se non escludo del tutto altre ipotesi, ma
queste due mi sembrano le più verosimili!»
«Se siete d’accordo allora approfondirei,
per il momento, queste due ipotesi. Restiamo pronti e aperti a ogni svolta. Del
resto, se ci pensate bene, mentre sembra impossibile trovare un legame tra l’indagato Alessandro Pirastu e quel topo
d’appartamento, come lo chiamano? sa Mantininca, non sarebbe fuori
contesto un legame tra i due
cugini. Ma attenzione, qui c’è un gran
però! Il cugino di Carbonia subentra nell’eredità in maniera diretta, per
rappresentazione, dato che la madre, sorella della vittima, è già morta.
Alessandro, l’altro cugino, senza testamento non becca l’ombra di un quattrino,
perché prima di lui c’è il padre, collaterale di terzo grado, né più né meno,
come la sorella defunta Anita, che però ha trasmesso il grado di parentela ai
figli, Maria Grazia e Andrea»
«A questo non avevo pensato davvero,
commissario!» esclamò Zuddas in tono di ammirazione «E
anche un accordo tra una persona come Alessandro Pirastu e sa Mantininca mi
parrebbe non plausibile. Resta pur sempre una remota possibilità che l’accordo
possa magari esserci stato tra questo Mantininca e il cugino di Carbonia…»
«Ma infatti»
convenne il commissario. «Non chiudiamo del tutto
una simile eventualità. Se c’è un collegamento tra i due, vedrete che salterà
fuori! Io sono sicuro di riuscire a procurarmi un elenco e una descrizione dei
gioielli sin dai primi giorni della settimana prossima. Poi ne faccio una copia
per ciascuno di voi e vediamo di scoprire che fine hanno fatto questi gioielli.
Se da qualche ricettatore di Cagliari, oppure da qualcuno di Carbonia. Inoltre
cerchiamo di scoprire dove si trovavano i due indiziati sullodati all’ora e nel
giorno dell’omicidio. Verifichiamo i loro alibi. Io mi occupo delle indagini
sul libretto postale e sulla carta del Bancomat che sono spariti insieme al
testamento e agli altri documenti. E ci aggiorniamo alla settimana prossima!»
«Se vuole posso occuparmi io anche del libretto
postale e della tessera bancomat!»
disse il sovrintendente con la sua consueta disponibilità.
«Commissario, conti anche su di me!»
confermò l’ispettore Zuddas.
Entrambi i collaboratori preferivano che il loro
coordinatore si concentrasse sull’analisi dei fascicoli. Un po’ perché
preferivano l’indagine sul campo e un po’ perché si rendevano conto di quanto
De Candia volasse sempre una spanna più in alto di loro nell’analisi e nella
verifica dei risultati delle varie indagini. E’ per questo che lo ammiravano incondizionatamente.
«No grazie, ragazzi. Penso di farcela ».
«Chi paga oggi l’aperitivo?»
chiese Zuddas.
«Oggi pago io! Però devi promettermi che da
qui al bar e anche al ritorno, non parlerai latino!»
«Videtur acceptum!»
esclamò l’ispettore con tono provocatorio!
Il
sovrintendente rispose per le rime! E spingendosi come due scolari, si
avviarono tutti insieme al bar.
Il
commissario si considerò fortunato ad averli tra i suoi collaboratori.
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