last moon
giovedì 21 dicembre 2023
The Dreamer
martedì 21 febbraio 2023
Have a good trip Mr Shadow
Another trip for Mr Shadow
I
It’s very hard to
live my own life
Fighting against
the inhibitions,
the limits, the
taboos of my own time!
It’s really very
hard to cancel my personal history,
chopping off every
bond with my past!
It’s hard to
change the idea
We have of
ourselves,
forgetting what the others
believe to know of us!
And it’s hard
again to change
Our idea of the life,
seeking for trust,
not in the eyes of
the other people,
but in the deep
eye of our being.
II
It’s hard for me
to proceed
Through this path
of loneliness,
hoping to
undertake one day
my trip to Ixtlan,
to bathe me in the
sacred river,
to purify me of
all my sins,
and understand the mysteries of life,
smelling the magic
flower,
to reach the
eternal safety,
the apex of knowledge,
the heaven of the
ever green city
where the seven
gold doors
will finally
open their secrets!
And the soul will
fly for ever
Through the
endless worlds
Of the universe
giovedì 14 luglio 2022
Recuerdos de un Italiano en Londres - 18
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sabato 24 aprile 2021
La Terza via - 5
A Londra era tutto un proliferare di sette new wave di ispirazione per lo più orientale: buddhiste, indiane, cinesi, persiane; e i giovani si perdevano appresso a questi venditori di illusioni e di sogni, mascherati da spiritualità antiche e profonde. E non ho mai capito se fossero i giovani più smaliziati o quelli più fragili confondere la ricerca dello spirito con le sostanze che alteravano la percezione della realtà ordinaria; probabilmente la questione era correlata alle letture più in voga in quel momento: Aldous Huxley, Allen Ginsberg e i poeti della Beat Generation, Baudelaire, Herman Hesse e chissà quanti altri ancora. Tra questi c’era sicuramente anche il sudamericano Carlos Castaneda, trapiantato negli USA per studiare Antropologia e finito poi in Messico ad applicare sul campo i suoi studi sul popolo degli Huicholes, uno dei tanti ceppi originari del territorio attorno all’altipiano della Sonora che assumevano il peyote, il fungo contenente la mescalina, che a quanto pare li metteva in contatto con un mondo fantastico. Eppure l’antropologo peruviano (lì mi pare fosse nato Castaneda) spiegava bene di non amare queste droghe. Ma non c’è niente da fare: ognuno sceglie ciò che più gli aggrada in ogni lettura, soprattutto se condotta senza un’adeguata guida.
Così, leggendo quella trilogia che mi
era capitata tra le mani (ma la serie completa, come scoprii più avanti negli
anni, conta molti più volumi), sognavo di diventare l’allievo di uno sciamano
yaqui (nei libri non viene mai menzionata l’esatta etnìa dello sciamano che
funge da maestro per lo scrittore, forse per evitare il turismo superficiale di
viaggiatori interessati soltanto allo sballo facile, laddove la ricerca
dell’autore, sembrava invece avere tutti i crismi di una vera e propria ricerca
antropologica e di uno studio sul campo), di ingerire il peyote e di fumare; di
padroneggiare la bilocazione riuscendo a
librarmi in volo, come un autentico volatile; e tutte le altre fantasticherie
che andavo leggendo; e che sembravano credibili e vere; e magari lo erano
veramente, chissà! Quando si è giovane è più facile credere e sognare
l’inverosimile; e perfino l’impossibile.
https://www.hoepli.it/libro/la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade/9788833812366.html