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domenica 3 aprile 2022

Un'indagine al di là di ogni evidente apparenza-40

 


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«I miei poveri genitori si sono spesi anche quello che non avevano per stare appresso ai suoi vizi!» sbottò lei con un tono che quasi sconfinava nel risentimento; ma fu solo un attimo; subito il suo tono si adagiò su note pietistiche «Mio fratello è  un tossicodipendente; ci aggiunga che ha sempre amato la bella vita e il quadro è completo!»

«Ma attualmente cosa sta facendo? Vive nella casa dei genitori?» disse l’ispettore spingendo il suo gioco sino in fondo.

«Non c’è più nessuna casa. Se la sono portata via le banche a causa dell’ipoteca che i miei genitori avevano acceso per ottenere altri soldi. Tutti per la droga, per i vizi e i lussi di mio fratello!» questa volta la donna non seppe trattenere le lacrime.

L’ispettore si sentì in colpa. Il suo lavoro di sbirro, a volte, faceva schifo. Ma qualcuno lo doveva pur fare.

«Attualmente si trova in una comunità di recupero, verso San Giovanni Suergiu. Io gli voglio bene, nonostante tutto; siamo molto legati e ormai mi è rimasto solo lui. I fine settimana viene a casa mia e gli presto la macchina. A volte mi sembra tornato quello di una volta; senza la droga era tutto un’altra persona, mi creda!»

«E’ da molto che non lo vede?» chiese ancora l’ispettore; ormai l’interrogatorio volgeva al termine.

«L’ho riaccompagnato avantieri, in comunità, come sempre. Adesso lo andrò a prendere di nuovo venerdì pomeriggio, come smonto dal lavoro»

«Ha notato qualcosa di diverso in lui, questo fine settimana?» chiese l’ispettore a bruciapelo. La donna parve sorpresa. Ci pensò su e poi disse:

«Non direi. Mi è sembrato forse un più allegro del solito, ma da quando è in comunità ho notato, in linea generale, dei cambiamenti in meglio.»

«Se lo vede gli dice di chiamarmi?» gli disse l’ispettore alzandosi in piedi per accommiatarsi.

«Certo! Glielo dirò venerdì; e se lo sento anche prima!» fece lei prendendo il bigliettino e alzandosi per andare a pagare.

«Mi permetta di pagare anche la sua consumazione!» disse l’ispettore precedendola alla cassa. «E grazie ancora per il suo tempo!»

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giovedì 31 marzo 2022

Un'indagine al di là di ogni evidente apparenza-36


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«Mi scusi, brigadiere!» intervenne ‘Bomboletta’, che probabilmente era fermo ancora a quando i poliziotti avevano i gradi da militari «ha detto domenica 23 aprile di pomeriggio?»

Come il sovrintendente annuì, quello aggiunse subito:  «Mi sa che eravamo insieme alla partita del Cagliari; allo stadio S. Elia; noi facciamo parte degli Ultras Rossoblu del Club di Marius; i biglietti io li chiedo sempre al presidente del club, che me li procura scontati!»

Il sovrintendente continuò a scrivere  impassibile.

«Verificherò il vostro alibi e se verrà confermato, come penso che avverrà, a maggior ragione lei non ha niente da temere!. Possiamo andare avanti nell’interrogatorio?» disse ancora il sovrintendente rivolto a sa Mantininca che, recuperato  coraggio e sangue freddo grazie all’intervento del cognato, aveva ripreso a scartavetrare la carrozzeria dell’auto che aveva per le mani.

«Io di omicidi non ho mai saputo niente e non so nulla neanche di questo qui.»

«Però dalla casa della vittima sono spariti soldi e gioielli. Quindi abbiamo ragione di pensare che l’omicidio sia scaturito da un furto».

«E cosa c’entro io?»

«Be’, visto che l’omicidio e il furto sono  stati commessi nella quartiere dei Giudicati, e dato che i colleghi ci hanno detto che quella è la sua zona di competenza, ci chiedevamo, alla Omicidi, se per caso lei si era fatto un’idea di chi possa essere stato. Qui si tratta di un omicidio e non di un semplice furto», aggiunse Alessio Farci bilanciando il suo peso in modo da alleviare la morsa delle scarpe che gli stringevano i piedi.

Mantininca era lusingato di essere considerato dalla Questura  un piccolo boss, con un suo territorio di competenza. Inoltre adesso  anche in Questura si erano resi conto che un concorrente aveva sconfinato nel suo pascolo; e questo fatto però non gli era piaciuto affatto; anzi, gli aveva dato  proprio fastidio sin da quando aveva appreso la notizia dall’Opignone. Non era stato uno della sua banda, questo era certo; lo si sarebbe saputo; nell’ambiente della mala certe cose si vengono a sapere. Ma lui certe cose alla “Giusta” non poteva e non voleva dirle. Disse la prima cosa che gli venne in mente.

«Io ormai sono fuori dal giro, ma ai miei tempi, una cricca di sassaresi sconfinava ogni tanto qui in Casteddu. E quelli quando si muovono, fanno sempre cazzate!» 

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