last moon

giovedì 9 febbraio 2023

Flower of Antioch

 

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Goodbye flower of Antioch

I’ve sucked your nectar

For a day

And then

I flew away!

 

I wish fate

had made me not bee

So I would not be here

In  search of blooming flower

Looking for inexistent

Happiness

But I would be between your petals

Fragrant of love

mercoledì 8 febbraio 2023

Alone in the trembling evening

 

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When the vagueness of illusion

It is no longer day

In the shadow of the flame

I expect you to reach me

From undefined directions

For the countless paths

That lead   souls to souls.

I wonder if a heart beats with mine!

But I am lonely

In the trembling evening.

martedì 7 febbraio 2023

Now I know what’s love

 

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Now I know what is love

Not the sudden passion

that turns off soon

and then rises again 

Not even your eyes

some sincere

But not eternal

Not your vain, fallacious promises

But the Word that never betrays

It's true love!

domenica 5 febbraio 2023

Alone thinking of Elem

 

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Alone thinking of Elem

 

 

Don’t pass by on my street

‘cause I could think

She’s coming to me

 

Don’t knock at my door

‘cause I might think

She comes for asking love

 

Don’t call for me anytime

don’t look for me anywhere

don’t ask for me to anyone

 

Just leave me alone

thinking of her.

I don't know

 


I don't know Elem

if you show your nudity

for  money,  hedonism

or  shallow pleasure

But I know

I took delight

at your performance

for my own shame

As a matter of fact

we are a single body

so your turpitude

is mine

in the cosmic unity

of our souls

 

 

 

sabato 4 febbraio 2023

La Terza via - 19

 

https://www.edizioniefesto.it/collane/origo-gentis/437-la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade

A Londra era tutto un proliferare di sette new wave di ispirazione per lo più orientale: buddhiste, indiane, cinesi, persiane; e i giovani si perdevano appresso a questi venditori di illusioni e di sogni, mascherati da spiritualità antiche e profonde. E non ho mai capito se fossero i giovani più smaliziati o quelli più fragili a confondere la ricerca dello spirito con le sostanze che alteravano la percezione della realtà ordinaria; probabilmente la questione era correlata alle letture più in voga in quel momento: Aldous Huxley, Allen Ginsberg e i poeti della Beat Generation, Baudelaire, Herman Hesse e chissà quanti altri ancora. Tra questi c’era sicuramente anche il sudamericano Carlos Castaneda, trapiantato negli USA per studiare Antropologia e finito poi  in Messico ad applicare sul campo i suoi studi sul popolo degli Huicholes, uno dei tanti ceppi originari del territorio attorno all’altipiano della Sonora che assumevano il peyote, il fungo contenente la mescalina, che a quanto pare li metteva in contatto con un mondo fantastico. Eppure l’antropologo peruviano (lì mi pare fosse  nato Castaneda) spiegava bene di non amare queste droghe. Ma non c’è niente da fare: ognuno sceglie ciò che più gli aggrada in ogni lettura, soprattutto se condotta senza un’adeguata guida.

Così, leggendo quella trilogia che mi era capitata tra le mani (ma la serie completa, come scoprii più avanti negli anni, conta molti più volumi), sognavo di diventare l’allievo di uno sciamano yaqui (nei libri non viene mai menzionata l’esatta etnìa dello sciamano che funge da maestro per lo scrittore, forse per evitare il turismo superficiale di viaggiatori interessati soltanto allo sballo facile, laddove la ricerca dell’autore, sembrava invece avere tutti i crismi di una vera e propria ricerca antropologica e di uno studio sul campo), di ingerire il peyote e di fumare; di padroneggiare la bilocazione riuscendo  a librarmi in volo, come un autentico volatile; e tutte le altre fantasticherie che andavo leggendo; e che sembravano credibili e vere; e magari lo erano veramente, chissà! Quando si è giovane è più facile credere e sognare l’inverosimile; e perfino l’impossibile.

 

 

 

 

 

 

mercoledì 1 febbraio 2023

La Terza via - 17

 


https://www.edizioniefesto.it/collane/origo-gentis/437-la-terza-via-un-uomo-un-viaggio-tre-strade



Capitolo 5

A Londra gli italiani che andavo via, via conoscendo potevano dividersi in due categorie: quelli stabili, o stanziali,  come Donato e Giampiero, e quelli di passaggio, che venivano a fare una

vacanza, magari  di studio, ma sempre di vacanza si trattava.

La mia impressione era che a tutti questi italiani di Aldo Moro non gliene fregasse molto. Anzi, li definirei degli anticasta ante-litteram. Io mostravo indifferenza, coerente con la mia scelta di



non schierarmi né con i brigatisti, né con il loro nemico, lo Stato.

Questi italiani di passaggio a Londra parlavano invece apertamente contro la classe politica, soprattutto quella democristiana, corrotta, asservita agli americani e in combutta con i servizi segreti deviati, quelli che avevano messo le bombe.



Adesso è normale sentir parlare male dei politici, ma all’epoca io ero convinto che esistessero anche dei politici onesti. Il cinismo di questi vacanzieri mi colpiva; e non certo positivamente.

Quando fui stufo di sentire tutte quelle chiacchiere cominciai a spacciarmi per spagnolo, o per argentino; almeno con gli italiani, così sfuggivo alla morsa di quelle notizie e di quelle discussioni; quantomeno riuscivo ad evitare quelle conoscenze superficiali che non mi portavano niente di buono. Preferivo fumare e non pensare a niente di impegnativo. Lavoravo e fumavo; fumavo e



pensavo; e nel frattempo cercavo la mia strada.