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mercoledì 27 settembre 2023

Delitto al Quadrivio - 4

 


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«Buongiorno avvocato» – disse il maresciallo Camboni stringendole la mano, dopo le presentazioni di rito.

La borsetta era stata posta sotto sequestro e il sospettato era già in viaggio per il carcere di Uta, per disposizione del procuratore aggiunto Gessa!

Il dottor Gessa, intanto, finita l’intervista, si stava avvicinando al quartetto.

Salutò con un largo sorriso, stringendo la mano all’avvocato e al medico legale. I due militari erano subito scattati sugli attenti, portando la mano destra alla visiera del loro cappello in segno di ossequioso saluto.

-        «Quando pensa ci sarà l’interrogatorio di garanzia?» chiese l’avvocato dopo i convenevoli.

-        «In settimana. Il giorno esatto dipenderà dagli impegni del Giudice per le Indagini Preliminari. Venga a trovarmi a Palazzo, così le faccio notificare anche l’incidente probatorio! Ce la fa per mercoledì ad eseguire l’autopsia, professore?» – aggiunse di seguito il magistrato rivolgendosi al medico legale.

-        «Ce la faccio», rispose Monsalvo, sempre con quel suo tono asciutto.

-        «Allora ci vediamo domani alle nove!» disse il procuratore aggiunto rivolto ad entrambi.

-        «Alle nove io penso di essere ancora a Uta per conferire con il mio cliente» – interpose l’avvocato.

-        «Ah! Certo!» – fece il dott. Gessa – «Facciamo a mezzogiorno allora?»

-        «A domani a mezzogiorno!» – confermarono sia il medico, sia l’avvocato.

-        «Buonanotte allora!» – salutò il procuratore generale andando via, seguito dai due sottufficiali di polizia giudiziaria.

Anche l’avvocato Levi e il prof. Monsalvo si salutarono, aggiornandosi all’indomani mattina.

Recuperata la sua auto, l’avvocato si avviò verso casa. Aveva giusto bisogno di riposarsi e raccogliere un po’ le idee.

Gli serviva la versione del suo cliente, prima ancora di quella degli inquirenti, che comunque avrebbe appreso dai verbali.

I suoi pensieri si sarebbero schiariti al mattino, come le tenebre che ancora avvolgevano la città silenziosa si sarebbero schiarite al levarsi del sole.

fine primo csapitolo

...continua....

 

 

 

 

giovedì 12 luglio 2012

The life of Giuseppe Garibaldi - 5th Part


 The  11th  fébruary 1834, he's supposed to  participate to the  insurrectionnal mazzinian movement in the  Gênoa's arsenal; this one is meant to be jointed  with the général Ramorino's   military opération in  Piédmont in order to overthrow  the savoia's monarchy.

Garibaldi disembarks to take a  contact with the mazziniens, but the failure of Ramorino's revolt  in Piedmont and the police's alert cause the flop of the all opération.

The young hero, not going back  on bord of the Comte of Geneys, is to be considéréd like a déserter. Identified as one of the bosses of  conspiration, he's sentenced to death  by default, and considered enemy  against the Country and the State itself.

Garibaldi becomes then a« criminal ». He quickly repairs  to Nice, and afterwards crosses the  frontièr to joint Marseille, guest of his friend Giuseppe Pares.

He changes his name as Joseph Pane; on june he embarks direct to the Black Sea, and on march 1835 he's in Tunis.


 On june 1835 he joints the Jeune Europe, a mazzinien association, taking as nick name Borel,  in the memory of a  martyr of the révolutionnary cause.

Italy has become for him inaccessible because of his death sentence, that's why he starts looking for further horizons. An opportunity comes to him: the brigantin Nautonier commandéd by the Capitaine Beauregard is directed to  Rio de Janeiro in Brazil.  The 8th of septembre 1835, Garibaldi embarks in Marseille, under the name of Joseph Pane: he will arrive to Rio de Janeiro, in Brazil on novembre of the same year.

...to be continued...